Oryza Sativa project

 

Il luogo o location, come si usa dire per un film, è una risaia. Il riso l’ho inteso come metafora del cosmo, dove la moltitudine dei chicchi potrebbe rappresentare l’infinità di pianeti e stelle.

Questo Cosmo/risaia è animato dall’aria. Il vento è l’energia che fa muovere i piccoli mulini sonori. L’elica attiva una bacchetta su un barattolo e Il suono ritmico che produce caccia via gli uccelli dal raccolto della risaia, ma allo stesso tempo, metterà in fuga i demoni che potrebbero far ammalare le piantine. Il mulino suona e, nel suo perenne girare, prega: un dialogo tra la macchina sonora e le divinità guardiane dell’universo/risaia.

Per il tempo di pochi fotogrammi ho voluto evidenziare la sacra trinità dello Spirito Universale Indù: Shiva; qui l’elica si è triplicata in Brahama, Vishnu e Shiva. Una breve apparizione di un fantasma per dire che in quel luogo il tempo e lo spazio non sono come lo intendiamo noi umani.

Nel vento, che muove il suono/preghiera, tra le piante di riso, ci sono dodici contadini. Sono immobili perché vivono in un altro tempo, sono dodici come i pianeti che ci circondano, sono fermi perché sono come delle divinità di quel pantheon sconfinato che sovrintende il cosmo/risaia.

Il breve film che vi ho fatto vedere è un’annotazione di un viaggio particolare in un luogo lontano dal nostro Occidente. La stessa macchina per suonare, o mulino per pregare, l’ho ricollocata da noi. Ho scelto per lei uno spazio sacro, l’ho posizionata in una chiesa che è l’unica possibile ambientazione sacra per noi occidentali. Penso che, nella differenza di atmosfere, la macchina continui a suonare e pregare anche alle nostre latitudini.

 

Davide Sebastian

Regia: Davide Sebastian
Colonna sonora originale: Federico Ferretti – Dj Stile
Montaggio: Emanuele Sabetta
Location manager: Kadek Adi Sucita
Riprese: Davide Sebastian
Durata: 3’47″
Formato: FullHD 1920*1080
© Davide Sebastian 2009

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