Archive for February, 2011

MACRO Museo d’Arte Contemporanea

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http://www.csedici.net

 

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma

Museo Pietro Canonica

Museo delle Mura

Accademia di Romania in Roma

Real Academia de España en Roma

Galleria Extraspazio

Ambasciata del Brasile

 

Si inaugura il 24 febbraio 2011 a Roma la mostra

PLAY – GIOCHI DI RUOLO, curata da C16, il collettivo formato dagli studenti del Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi dell’Istituto Europeo di Design di Roma.

 

Tre i giorni di durata dell’evento

. Il 24 febbraio alle ore 18 al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma; il 25 febbraio dalle 17 al Museo Pietro Canonica e all’Accademia di Romania; il 26 febbraio dalle 11 al Museo delle Mura e dalle 17 all’Ambasciata del Brasile, alla Real Academia de España en Roma e alla Galleria Extraspazio. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, in collaborazione con l’Istituto Svizzero di Roma, l’Ambasciata del Brasile, la Real Academia de España, l’Accademia di Romania in Roma, la Delegazione Generale Palestinese e l’Ufficio Culturale Ambasciata d’Israele.

 

L’evento conclusivo del Master di quest’anno approfondisce e sviluppa, il tema della “Differenza”, nelle sue molteplici accezioni.

PLAY – Giochi di ruolo è un invito a spostare per un momento il proprio punto di vista, verso una zona aperta in cui la “diversità”, sia a livello relazionale che spaziale, possa costituire un territorio fertile e stimolante di discussione. È un invito a mettersi nei panni dell’altro, per avvicinarsi alle cose con una prospettiva diversa, per emanciparsi dalle «tradizionali narrative relative a soggettività originarie e autoriali, focalizzandosi su quei momenti o processi che si producono negli interstizi, nell’articolarsi delle differenze culturali».

 

PLAY – Giochi di ruolo

ha lavorato per generare spunti di riflessione sul rapporto dell’io con l’alterità, sull’esistenza di spazi mutevoli, per cercare di dimostrare che la differenza non deve esser intesa come un limite invalicabile, ma come un momento in cui avviene un attraversamento.

 

In

PLAY – GIOCHI DI RUOLO gli allievi curatori hanno selezionato 16 opere video che saranno proiettate nella hall del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, nella sua sede di via Nizza.

 

L’evento prevede poi diverse sedi espositive sul territorio romano: il Museo Pietro Canonica, all’interno del quale verrà ospitata una collettiva di artisti internazionali; diversi Istituti di Cultura e Ambasciate straniere presenti sul territorio, all’interno delle quali artisti delle diverse nazionalità sono stati invitati a sviluppare un proprio lavoro (Museo delle Mura, Ambasciata del Brasile, Real Academia de España en Roma, Accademia di Romania) e la Galleria Extraspazio che svolge da tempo un programma espositivo con artisti dell’area africana.

 

La scelta di operare all’interno degli Istituti di cultura stranieri di Roma è in linea con il tema della mostraevento. Gli Istituti in questione, infatti, sono una realtà prestigiosa della città di Roma, grazie alle loro molteplici attività volte a tentare un avvicinamento tra culture differenti.

 

PROGRAMMA E SEDI

 

24 febbraio 2011

– h 18

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma via Nizza, angolo Via Cagliari

 

Artisti della rassegna video: Felipe Barros (BR) “Derivações”, Matei Bejenaru (RO) “Insieme/Together”, Shane Belcourt (CA) “Boxed in”, Yin-Ling Chen (TW) “A face”, Joris Hoebe (NL) “Stort”, Lovett/Codagnone (USA) “Because My Body Can Never Be Touched”, César Meneghetti (BR) “Les Terras di nadie”, Li Ming (CI) “XX”, Adrian Paci (AL) “Turn on”, Annie Ratti (IT) “Le ballon rouge”, Davide Sebastian (IT) “The seed rebirth”, Ruti Sela (ISR) “Pride parade”, Selina Shah (UK) “White”, Studio spagnolo Anton Garcia-Abril & Ensamble STUDIO (SP) “Paulina and The Truffle”, Lisa Wade (USA) “Honey”.

 

25 febbraio 2011

– h.17

Museo Pietro Canonica Viale Pietro Canonica (Piazza di Siena), 2

 

Collettiva di artisti:

Marco Baroncelli (IT), Prisca Groh (CH), Noel Jabbour (PL), Rona Yefman (ISR), Lisa Wade (USA), Carlo Zanni (IT), Simone Zaugg (CH), Hong Hao (CI), Jeremy Mende (USA).

– h.17

Accademia di Romania in Roma Valle Giulia, Piazza José de San Martin, 1

 

Artisti:

Tudor Bratu (RO), Tudor Prisacariu (RO).

 

26 febbraio 2011

– h. 11.30

Museo delle Mura Via di Porta San Sebastiano, 18

 

Artista:

Bartolomé Ferrando (SP).

– h. 17

Real Academia de España en Roma P.zza San Pietro in Montorio, 3

 

Artista:

Rogelio Lopez Cuenca (SP).

– h. 17

Ambasciata del Brasile Piazza Navona, 10

 

Artista:

Marcia Vaitsman (BR).

– h. 19

Galleria Extraspazio Via San Francesco di Sales 16/a

 

Artista:

Zanele Muholi (SDA)

“ECHOES OF ECHO”

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http://www.sochifestival.ru

 

“Tesla Project BTS 900 MHz”  proiettato alla mostra di videoarte  “Echi d’Eco” a cura di Antonio Geusa all’interno del festival Invernale delle Arti di Sochi (Russia) patrocinato da Yuri Bashmet.

 

“Tesla Project Bts 900 Mhz”

Con Tesla Project ho voluto dedicare una serie di miei lavori allo scienziato e maestro Nikolai Tesla (1856 – 1943).

Fu proprio Lui a dare i fondamenti per la scoperta della corrente alternata, della dinamo, della radio e del radar; invenzioni prima osteggiate e poi sviluppate e sfruttate da altri.

Tesla ci lascia una frase che può riassumere il suo credo di uomo di scienza: “La scienza non è altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità”.

Il mio lavoro vuole denunciare la distorsione disumanizzante del cosiddetto “progresso” e porre l’accento sull’idea di missione, di dono, che Tesla intendeva rispetto al lavoro del ricercatore.

Nelle mie immagini intorno alla botanica ho evidenziato l’angosciosa contaminazione, la violenta sottomissione della Natura ai fini di consumo. Ultimamente mi sono imbattuto in un oggetto straordinario ed emblematico della mia ricerca: un albero/antenna.

Questi vegetali artificiali sono in realtà vere antenne per la telefonia mobile camuffate da pini. Il territorio ne è disseminato.

Ho disegnato la texture del DNA umano replicandolo sulla corteccia sintetica come una mutazione dell’uomo verso un’universo artificiale.

L’idea di rendere l’albero speculare facilita lo spettatore nel riconoscere la frode del manufatto con la sua artificiosità.

Penso che Il miglioramento della condizione umana vada di pari passo con il riconoscimento dei limiti rispetto alla Natura. Questa assurda pianta/antenna è l’immagine emblematica della nostra condizione di esseri mutanti posti fuori dalle leggi naturali.